Ho la ferma convinzione che l’attuale momento storico ci impone una condotta sociale partecipativa, fino ad assumere caratteri di protesta aperta in cortei e manifestazioni pacifiste, prima di trovarci costretti a sfilare in raduni domenicali obbligatori con inni e salmi


giovedì 22 aprile 2010

Cartolina dalla Sicilia da http://www.danielemartinelli.it


Ricordate i 140 milioni di euro che il governo piduista regalò al comune di Catania non più tardi di un anno fa? Bene, ad oggi non ce n’è già più nemmeno uno. I dipendenti comunali comprano sapone e asciugamani, sono state razionate le forniture di cancelleria, i computer sono rimasti di era giurassica, e il debito dell’amministrazione retta dal sindaco nonché deputato Pdl Stancanelli, è comunque di un miliardo di euro.

Mentre nei comuni del nord il compenso medio lordo di un consigliere comunale è di 500 euro, a Palermo è di 2.768 euro. Una delibera per la variante urbanistica approvata lunedì è costata 138 mila euro. In febbraio, per altri 138 mila euro, il consiglio comunale del capoluogo siculo aveva deliberato il regolamento per assengare una borsa di studio.

Intanto decine di genitori palermitani pagano con contributi volontari detersivi, carta igienica, sapone, colori, cancelleria, tende parasole e opere di deratizzazione per le scuole dei loro figli. Siccome il ministero dell’(d)istruzione non manda un euro, alla manutenzione dovrebbe provvedere il comune di Palermo ma non ci sono i soldi perché buona parte se li pappano gli stipendi dei consiglieri, degli assessori, dei sindaci e dei segretari.
All’elementare Nicolò Garzilli, nel quartiere Matteotti, i bambini si sono ritrovati senza riscaldamento e senza bagni.

Tuttavia 9 burocrati siciliani non confermati dal governatore Lombardo, 6 dei quali si chiamano Fulvio Bellomo, Manlio Munafò, Maurizio Agnese, Maria Antonietta Bullara, Michele Lonzi e Giovanni Lo Bue (quest’ultimo ha chiesto in extremis di andare in pensione) guadagnano oltre 100 mila euro l´anno.
I responsabili della soppressa agenzia per i rifiuti, 6 in tutto stanno mantenendo lo status di dirigente di servizio. Uno di loro, Ferdinando Delle Nogare, è stato nominato capo del neonato dipartimento regionale, 2 si sono messi in pensione. Gli altri 3 – Salvatore Raciti, Marcello Loria e Letterio D´Agostino – dall’inizio del 2010 sono senza compiti. I netturbini e i cianciaioli che reclamano lo stipendio sono in strada.

La Regione Sicilia si è presa in carico la Spo, Società per l’occupazione, gestita dal Comune di Palermo. Lombardo assume 3.400 precari della Multiservizi tra netturbini delle scuole e delle spiagge a 1.000 euro mensili per 30 ore settimanali. I fondi necessari per pagare gli stipendi esentasse per 3 anni, sono a carico della regione che si prepara a sborsare 36 milioni di euro. Dei 3.400 lavoratori alcuni sono vicini alla pensione, altri sono in carcere. Quindi sarebbero circa 2.800 quelli effettivi. Questo passaggio è un fastidio in meno per il sindaco di Palermo Cammarata.

I soldi ci sono se si vuole. Basta saperseli raccomandare bene. In Sicilia sono “soltanto” 2.640 le associazioni sportive destinatarie dei 3,2 milioni di contributi regionali, ergo del nord Italia, per il 2010. Oltre alle immancabili società di calcio, ciclismo e pallavolo, ce ne sono 23 di tiro alla fune, 20 di pallapugno, ben 46 di pallatamburello, e addirittura una decina di lippa.

L’assessore regionale alle infrastrutture Luigi Gentile si è recato a Roma dal ministro Matteoli per chiedere 20 milioni di euro da destinare alla costruzione di alloggi popolari: 9 a Modica e 10 a Leonforte. Che sono assai meno dei 450 previsti a Palermo, Catania e Messina. In Sicilia sono 60 mila le famiglie in attesa di alloggio. Il ministro Matteoli ha promesso all’assessore Gentile “altri fondi per l’edilizia residenziale pubblica, per la quale il governo stanzierà 350 milioni di euro“. Dove li troveranno non è dato a sapere.

Intanto la Corte dei conti sicula, che ha già stimato un danno erariale di 2 milioni e mezzo, ha indotto la giunta sicula a segare 5.800 ore all´Enfap e 6 mila al “Ciapi” dopo che l’anno scorso furono organizzati corsi fantasma di informatica, di operatore socio-assistenziale, di parrucchiere o di estetista regolarmente finanziati, disertati per “scarso appeal degli insegnamenti”.
Anche la Cisl ha perso oltre 100 mila euro per le 16 mila ore di formazione professionale pagate (due milioni di euro) e non svolte.
Finora i soldi restituiti alla regione Sicilia, sono stati soltanto mezzo milione. Quanti sono gli enti siciliani deputati alla formazione? 1.600

Daniele Martinelli

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