Ho la ferma convinzione che l’attuale momento storico ci impone una condotta sociale partecipativa, fino ad assumere caratteri di protesta aperta in cortei e manifestazioni pacifiste, prima di trovarci costretti a sfilare in raduni domenicali obbligatori con inni e salmi


martedì 4 maggio 2010

Messaggio di Dario Fo per la conferenza stampa de' Lo sbarco


Giovani, qualificati, senza santi in paradiso: sono gli emigranti italiani di ultima generazione. Se ne vanno per nausea, per rabbia, per voglia di futuro. Ho trascorso due giorni a Barcellona, dove ho conosciuto tanti di questi italiani che hanno scelto di andarsene. Nessuno di loro se n’è pentito. Guardano all’Italia come a una madre degenere, di cui è difficile essere orgogliosi. Nelle conversazioni ritorna un senso di liberazione rispetto alla palude del nepotismo, della cultura mafiosa, dei meccanismi selettivi oligarchici, delle relazioni sociali imbarbarite. L’Italia è una società bloccata, senza regole, che offre sempre meno opportunità in base al merito. Ecco perché molti se ne vanno. E sono spesso i più dinamici, i più orientati al cambiamento. L’ovvia conseguenza è un ulteriore impoverimento collettivo, culturale ed economico. Ma il legame con la terra natia in molti resta vivo. Internet consente di ridurre le distanze e creare nuove comunità. Durante l’incontro pubblico un ragazzo mi ha domandato: pensi che andarsene via sia una fuga dalle proprie responsabilità di cittadini? Non lo penso affatto, gli ho risposto, perché ognuno ha innanzitutto il diritto di cercare la propria realizzazione e la propria felicità e questo nostro paese deprime le persone oneste, creative e libere. Inoltre, anche dall’estero si può fare qualcosa per contribuire al riscatto. Che cosa possiamo fare noi qui? - è stata un’altra domanda. Ho risposto: è necessario diffondere informazione ovunque e denunciare il “caso Italia” in ogni sede, presso l’opinione pubblica e le istituzioni internazionali. Proprio a Barcellona è attiva l’associazione L’Altra Italia, che organizza varie iniziative. Altri preparano per il 25 giugno Lo Sbarco, un viaggio di italiani residenti all’estero su una “nave dei diritti” in rotta verso Genova, dove sono previsti manifestazioni e dibattiti.

“Vivo altrove”

All’incontro pubblico che ho tenuto a Barcellona era presente Claudia Cucchiarato, giornalista dell’Unità. A giorni sarà in libreria il suo “Vivo altrove” (Bruno Mondadori), dedicato proprio all’ultima generazione di italiani all’estero.

da http://www.pieroricca.org/

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