
Il tema della trasparenza nell'utilizzo dei fondi pubblici è molto sentito in Europa. Un recente studio ha confermato che tra i cittadini dell'Unione europea la corruzione è considerata una delle principali emergenze. Luci e ombre caratterizzano l'attività nelle sedi istituzionali dell'Unione. La dichiarazione scritta contro la corruzione che ho presentato insieme ai colleghi Monica Macovei, Ana Gomes e Bart Staes ha già raggiunto circa trecento firme tra i deputati. Finite le adesioni a maggio, inizieremo a raccogliere, unitamente a movimenti ed associazioni operanti in Europa, un milione di firme per l'adozione di un'iniziativa di legge popolare contro la corruzione. Un'ombra è stata la votazione in settimana, in Commissione controllo sul bilancio che presiedo, del via libera (cd. discarico) ai conti del Parlamento. Si doveva verificare la trasparenza e la correttezza nell'utilizzo dei fondi del Parlamento. La Commissione si è spaccata. I gruppi minoritari (sinistra, verdi e democratici e liberali dei quali IDV fa parte) hanno votato per la relazione presentata dal rappresentante dei verdi che era critica sulle modalità di utilizzo di milioni di euro. Appalti, spese, patrimonio immobiliare, personale. Una relazione tesa a rendere il Parlamento più pulito e trasparente. I due gruppi politici dominanti (popolari e socialisti), in una logica inciucesca-consociativa, in quanto detentori del potere negli uffici di presidenza del Parlamento, hanno approvato una serie di emendamenti che annacquano la relazione originaria riducendo la trasparenza e le possibilità di verifica dei conti. Nella stessa giornata abbiamo rafforzato il ruolo dell'ufficio antifrode (OLAF) in modo da poter più efficacemente lavorare per spezzare il legame tra spesa pubblica e crimine. Il tema della corruzione è dirimente anche in Italia per una diversa azione politica. Costruire un'alleanza democratica nel centro-sinistra per fermare il progetto eversivo e neoautoritario di Berlusconi è agevole da realizzare tra le forze democratiche presenti nel Paese. La difesa della Costituzione è il collante per un fronte di resistenza da costruire in tempi rapidi tenuto conto dell'assalto alla democrazia da parte del dittatore e dei suoi peones. Il lavoro di costruzione di una seria e duratura alternativa di governo è, invece, più complesso dovendosi anche affrontare la questione della realizzazione, nel Paese, di un consolidato sistema corruttivo fondato su un rapporto perverso tra politica, impresa, ceti di poteri dominanti e crimine. La lotta politica al berlusconismo non basta. Il sistema non è solo Berlusconi ed il centro-destra. E' molto più diffuso e radicato. E' proprio nella lotta alla corruzione ed al crimine organizzato, nella trasparenza della cosa pubblica, in un'azione politica nell'interesse della collettività che si deve realizzare l'alternativa di governo. Questa azione sarà credibile se condotta da chi è fuori dal sistema. Il blocco sociale, economico e politico - avvolto da un decadenza culturale senza precedenti - deve essere sconfitto da una Politica caratterizzata dall'assenza di compromessi sui valori.

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